{"id":391425,"date":"2026-10-31T00:17:20","date_gmt":"2026-10-30T23:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.granpaese.eu\/web3\/2026\/10\/31\/gigi-dalessio-torna-in-tour-e-sogna-san-siro-la-mia-intelligenza-napoletana-non-artificiale\/"},"modified":"2026-10-31T00:17:20","modified_gmt":"2026-10-30T23:17:20","slug":"gigi-dalessio-torna-in-tour-e-sogna-san-siro-la-mia-intelligenza-napoletana-non-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.granpaese.eu\/web3\/2026\/10\/31\/gigi-dalessio-torna-in-tour-e-sogna-san-siro-la-mia-intelligenza-napoletana-non-artificiale\/","title":{"rendered":"Gigi D&#8217;Alessio torna in tour e sogna San Siro: &#8220;La mia intelligenza napoletana, non artificiale&#8221;"},"content":{"rendered":"<div><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.granpaese.eu\/web3\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ggd_graficjpg_1_.jpeg\"><\/p>\n<p> (Adnkronos) &#8211; Sei figli e quasi sessant\u2019anni (almeno all\u2019anagrafe). Eppure, quando parla della sua famiglia, Gigi D\u2019Alessio trova ancora il modo di commuoversi. Si intitola &#8216;Piccir\u00e8&#8217; il suo ultimo regalo ai fan e, soprattutto, alla figlia Ginevra, nata tre anni fa. \u00c8 a lei che il cantautore napoletano dedica il brano, definendolo un vero e proprio &#8220;testamento&#8221;, una lettera in musica, una mano tesa e una guida con cui un padre accompagna la figlia verso le mille direzioni della vita. &#8220;Questa canzone \u00e8 un consiglio, forse la cosa pi\u00f9 importante che lascer\u00f2 a mia figlia&#8221;, racconta D\u2019Alessio, incontrando la stampa a Milano. &#8220;Lasciare ai figli soldi, propriet\u00e0, una barca, un orologio o un gioiello \u00e8 fine a se stesso. Le canzoni, invece, non muoiono mai: rimarranno sempre, anche quando noi saremo polvere e cenere. Per questo credo che sia il testamento pi\u00f9 bello che potessi lasciarle&#8221;. Il brano, di cui D\u2019Alessio ha firmato testo e musica con gli arrangiamenti del Maestro Adriano Pennino, \u00e8 in napoletano: una lingua che, sottolinea l&#8217;artista, \u00e8 ormai entrata a far parte del linguaggio quotidiano di tutti. E a chi gli chiede se sia in cantiere un nuovo album, il cantautore risponde con una nuova consapevolezza: &#8220;Per ora non ci penso. Ho sempre voglia di scrivere e sto gi\u00e0 lavorando a cose nuove, ma mi piacerebbe uscire con un singolo ogni due o tre mesi. Sentivo che questa canzone apparteneva a tutti: l\u2019ho pubblicata su Instagram e poi su Spotify&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;incontro \u00e8 un\u2019occasione anche per fare il punto sui prossimi appuntamenti dal vivo, fino ad arrivare a quello che D&#8217;Alessio chiama il gran finale, lo Stadio San Siro, anche se di finale ha ben poco: &#8220;Vedremo se sar\u00f2 in grado di fare questa festa. Se Dio vorr\u00e0, sarete tutti invitati per il gran finale allo Stadio San Siro. Diciamo che sar\u00e0 un finale, ma sapete bene che non si tratter\u00e0 di una vera chiusura: arriviamo a San Siro e poi, sono certo, faremo altre date&#8221;. Il 14 novembre prender\u00e0 il via il tour &#8216;Gigi Palasport&#8217;, gi\u00e0 interamente sold out, partendo da Roma per chiudere il 23 dicembre a Torino. Ma il calendario guarda gi\u00e0 oltre: il 22 maggio 2027 l&#8217;artista sar\u00e0 all&#8217;Arena di Verona per un evento speciale ricco di ospiti, i cui nomi restano per ora top secret. &#8220;Ho portato praticamente tutti sul palco, quindi ci saranno sicuramente dei ritorni&#8221;, ammette sorridendo. &#8220;Mi mancano solo tre nomi, con cui duettare, all&#8217;appello: Ligabue, Laura Pausini e Mina&#8221;. A giugno prender\u00e0 invece il via &#8216;Gigi Stadi&#8217;, con un doppio appuntamento il 5 e 6 giugno allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove torna dopo i due tutto esaurito del 2025. Un successo di cui D&#8217;Alessio \u00e8 pienamente consapevole: &#8220;Dal 2022 i numeri sono cresciuti tantissimo. Questo significa che non c&#8217;\u00e8 solo un repertorio o un minimo di storia, ma soprattutto che la gente esce dai concerti felice e contenta. Quando si ha un percorso lungo alle spalle, bisogna costruire una scaletta pensata per il pubblico: prendere i brani pi\u00f9 belli, quelli che hanno avuto successo, e far felici le persone che con quelle canzoni sono cresciute, hanno sognato, pianto e ballato. I dati mi confermano che le scalette non le sbaglio&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Passer\u00e0 poi al capitolo europeo con le tappe nelle maggiori capitali come Londra, Parigi, Zurigo, Stoccarda e Francoforte. Un impegno grande che il cantautore affronta con il sorriso di chi, dopo 34 anni di carriera, vive ancora la musica come una grande passione: &#8220;Sono pi\u00f9 di 35 anni che continuo a giocare con questi tasti bianchi e neri. Quando mi avvicino al pianoforte mi sento veramente a casa mia, non ho paura di niente: che davanti a me ci sia Riccardo Muti o un giovane alle prime armi. Questa sicurezza la ottieni solo attraverso i sacrifici, altrimenti non vai da nessuna parte&#8221;. Ed \u00e8 proprio il racconto dei suoi sacrifici a guidare &#8216;Solo se canti tu&#8217;, il film, in uscita nel 2027, che ripercorre la sua giovinezza con la regia di Luca Miniero, prodotto da Titanus Production e Pepito Produzioni con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution, in cui D&#8217;Alessio \u00e8 interpretato da Matteo Paolillo. &#8220;Il film racconta tutti i sacrifici e le porte in faccia che ho preso&#8221;, spiega l&#8217;artista. &#8220;Si interrompe nel momento in cui il piccolo Gigi comincia a cantare&#8230; per la gioia di tante persone (ride, ndr). La mia storia \u00e8 molto lunga e ricca di avvenimenti: partiamo da quando avevo sei o sette anni, il conservatorio a dieci anni e ripercorre pi\u00f9 di dodici anni di vita. \u00c8 la fase pi\u00f9 importante, quella in cui metti le fondamenta. I pilastri puoi poggiarli sulla sabbia o sulla roccia: se li metti sulla sabbia la prima mareggiata li porta via, ma se li metti sulla roccia serve un terremoto fortissimo per farli cadere&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Interrompere il racconto all&#8217;inizio della carriera da artista ha un forte significato per Gigi D&#8217;Alessio: &#8220;Voglio dire ai giovani che nella vita bisogna fare sacrifici, perch\u00e9 solo cos\u00ec arrivano le soddisfazioni. E anche se a volte non bastano &#8211; perch\u00e9 magari non si incontrano le persone giuste, una casa discografica o un\u2019agenzia seria &#8211; resta il valore del lavoro svolto&#8221;. Sulla fedelt\u00e0 della pellicola, D&#8217;Alessio precisa di aver preteso la dicitura \u2018ispirato\u2019 a una storia vera: &#8220;La mia storia la conosco solo io, nemmeno Fellini potrebbe scriverla al posto mio. Quando uno sceneggiatore lavora a un film deve inevitabilmente romanzare e inventare qualcosa per dare colore. Per me l&#8217;importante era rimanere nei binari della verit\u00e0. Prima del 1992 io non cantavo, scrivevo solo canzoni per gli altri perch\u00e9 mi vergognavo. Il film ricorda anche la figura di D&#8217;Agostino, un grande amico autore di tanti miei brani, purtroppo scomparso quest&#8217;anno&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Non mancano affondi su temi d&#8217;attualit\u00e0, a partire dall&#8217;Intelligenza artificiale, ricordando il suo intervento al Parlamento Europeo a Bruxelles nel 2025 per chiedere una regolamentazione dell&#8217;Ia nel settore musicale: &#8220;Un conto \u00e8 usare la tecnologia per abbreviare i tempi o per fare una prova, ad esempio per sentire come suona un duetto con una voce femminile. Un altro conto \u00e8 chiedere all&#8217;Ia di scrivermi una canzone sul sole e farle fare tutto. Lo stesso vale per lo studio di uno strumento: con l&#8217;Ia non impari a suonare. Prima o poi ti troverai davanti a un pianoforte e, se non sai suonare, cercherai scuse per scappare. Invece no: se c\u2019\u00e8 da suonare, si suona&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Sull&#8217;attuale mercato discografico, D&#8217;Alessio si dice perplesso sulle dinamiche dello streaming: &#8220;Oggi se un giovane fa mille streaming in meno va in depressione. Abbiamo creato un mondo non vero e alterato, dove sembra che con i soldi e i contenuti su TikTok il pezzo vada per forza bene. L&#8217;unica cosa vera rimasta \u00e8 il live: \u00e8 la prova del nove. Come si dice a Napoli, &#8216;ci vuole \u2018a carne pe&#8217; sarsicce&#8217;, cio\u00e8 ci vuole la sostanza, altrimenti \u00e8 solo involucro. Il mercato si \u00e8 diviso: c&#8217;\u00e8 chi fa pochi streaming e riempie i concerti, e chi fa milioni di ascolti ma non stacca biglietti&#8221;. E proprio pensando al suo pubblico, l&#8217;artista parla di rispetto: &#8220;Nel mio caso ai concerti si muovono interi nuclei familiari. Spendono 600 o 800 euro tra biglietti, benzina, parcheggio e cena. Meritano un rispetto enorme, sono persone che fanno sacrifici veri per venire a sentirci, magari rinunciando ad altre cose per due settimane. Dobbiamo ricordarci di quante persone rendiamo felici, non solo di quanti streaming facciamo la mattina&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>La sua mentalit\u00e0 aperta lo ha portato negli anni a collaborare con le nuove generazioni della scena rap e urban, come il progetto &#8216;Buongiorno&#8217;: &#8220;Sono sempre stato curioso &#8211; sottolinea -. Quando sono nati la trap e il rap ho voluto capire, perch\u00e9 la musica \u00e8 sempre interessante. Non ho mai voluto chiudermi nel mio orto. Nel 2020 ho preso i miei brani di trent&#8217;anni fa e li ho rivisitati con i ragazzi di oggi. Loro scrivono i testi al volo sulle note dell&#8217;iPhone, \u00e8 stato stimolante guidarli e portare la musica a un pubblico molto giovane. Portarli tutti all\u2019Arena di Verona sembrava una gita scolastica: \u00e8 stata una grandissima soddisfazione e ho imparato molto da ciascuno di loro&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Insomma, nella sua vita c&#8217;\u00e8 spazio per tutto. La carriera, gli Stadi, il cinema, i fan, un futuro ancora tutto da vivere e da scrivere. Per\u00f2, alla fine, Gigi D&#8217;Alessio torna sempre alla sua grande famiglia allargata: &#8220;Ho iniziato ad avere figli a 19 anni, poi a 22, fino ad arrivare a oggi che ne ho 59, con una bambina di 3 anni e uno di 5 &#8211; fa notare -. La mia figlia pi\u00f9 piccola \u00e8 gi\u00e0 zia di una ragazza di 19 anni. Non potete immaginare la gioia, la commozione quando siamo tutti insieme. La cosa bella che ho creato nella mia famiglia \u00e8 che tutti si amano, indistintamente. E quando mi dicono che ho una bella pelle, rispondo che basta avere sei figli che ti chiamano ogni giorno: la pelle si stende da sola perch\u00e9 senti di essere ancora il loro punto di riferimento&#8221;. In &#8216;Piccir\u00e8&#8217;, D&#8217;Alessio parla di un magazzino della vita, che per lui rappresenta un luogo di infinite possibilit\u00e0: &#8220;Nel finale &#8211; ricorda &#8211; dico proprio di non chiudere il cuore di fronte alle delusioni, ma di iniziare la giornata volendosi pi\u00f9 bene. Il negozio della vita \u00e8 sempre aperto: non sai mai quali sorprese straordinarie ti riserva il domani&#8221;.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sei figli e quasi sessant\u2019anni (almeno all\u2019anagrafe). Eppure, quando parla della sua famiglia, Gigi D\u2019Alessio trova ancora il modo di commuoversi. 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